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La comicità è un’arte complessa, è quasi un dono, una qualità che si possiede fin dalla nascita e che si può solo affinare col tempo. Un modo per scoprire e migliorare la propria comicità è trovare qualcuno che possegga lo stesso dono, qualcuno con cui condividere la propria capacità di far ridere e divertire. Forse è per questo che Cataldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti (all’anagrafe Giacomino) hanno dato vita al trio comico destinato quasi a monopolizzare la comicità italiana dell’ultimo ventennio. Inizialmente non esisteva il trio, ma solo un duo, formato da Aldo e Giovanni, entrambi studenti di danza mimica alla scuola di melodramma del Teatro Arsenale, a Milano. I due iniziano la loro carriera prendendo parte ad alcuni spettacoli di cabaret, fino ad interpretare piccoli ruoli in alcune fiction tv, tra cui Professione Vacanze, dove lavora anche Giacomo, con la futura moglie Marina Massironi. Conosciuto Giacomo, nasce il trio. Il resto è storia: dal Circo di Paolo Rossi, passando per spettacoli come I corti e Tel Chi El Telùn, Aldo, Giovanni e Giacomo si affermano in ambito teatrale. Con la partecipazione a Mai dire Gol e la collaborazione con la Gialappa’s Band, si fanno conoscere anche sul piccolo schermo ed infine, nel 1997, arriva il tanto atteso debutto cinematografico con il film, ormai un cult del cinema comico italiano, Tre uomini e una gamba. È difficile spiegare a parole l’alchimia che si percepisce, tra una risata e l’altra, assistendo ad uno spettacolo, guardando un film o uno sketch in tv del trio. La loro non è una comicità volgare e non è neanche una comicità troppo studiata ed impostata, si va oltre la semplice interpretazione, oltre la recitazione. Le loro battute sono semplici quanto geniali, sono vere, sono spontanee. Che si tratti di Rolando, Tafazzi, del professor Helmut Alzheimer, degli arbitri di Mai dire Gol, degli svizzeri, Rezzonico, Gervasoni e Hüber, in ogni personaggio creato dal trio troveremo sempre la naturalezza e la divertente genuinità di Aldo, Giovanni e Giacomo. Passare una serata con loro equivale ad assistere ad uno spettacolo in teatro, perché la comicità è, per loro, uno stile di vita, una parte inossidabile del loro essere, ma soprattutto, un modo per restare sempre bambini, sempre col sorriso sulle labbra e senza pensieri. Tra 20 anni potete star certi che i tre eterni giovani saranno ancora insieme, pronti a scherzare sulle calvizie di Aldo, sugli acciacchi di Giacomino e sulla pignoleria di Giovanni, come hanno sempre fatto. Il trio comico per eccellenza ha cresciuto un’intera generazione che, forse, senza di loro vedrebbe il mondo un po’ più grigio.

Pubblicato su Ultimissime.eu

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