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L’evento cinematografico dell’anno sta per arrivare. La Walt Disney Pictures, dopo l’acquisto della Lucasfilm nel 2012, ha preso le redini di un progetto di portata multimilionaria, che potrebbe segnare, in positivo o in negativo, la storia del cinema, in un futuro molto prossimo. Si tratta del progetto Star Wars, la produzione di una trilogia di sequel che inizierà il 16 dicembre con l’uscita nelle sale italiane di Star Wars: Il risveglio della forza , diretto da J.J. Abrams, il “padre” della serie tv Lost , colui che ha già rilanciato la saga fantascientifica Star Trek con il suo reboot distribuito nel 2009. Si conoscono pochissimi dettagli riguardo la trama del film: sarà ambientato 30 anni dopo gli eventi narrati ne Il ritorno dello Jedi ed introdurrà nella serie alcuni nuovi personaggi che si incontreranno con i protagonisti della prima trilogia, che, a quanto pare, avranno ancora un ruolo abbastanza importante nella saga. Torneranno in azione, un po’ più vecchi, i tre personaggi, Han Solo, Luke Skywalker e Leia Organa, interpretati rispettivamente da Harrison Ford, Mark Hamill e Carrie Fisher, che, come ha detto il regista, saranno visti dai nuovi “eroi” dei sequel quasi come delle figure mitiche, di cui hanno solo sentito parlare. Abrams ha scritto la sceneggiatura insieme a Lawrence Kasdan, autore del secondo e del terzo film della trilogia originale, di cui il regista vorrebbe ricreare l’atmosfera, tanto è vero che ha cercato di limitare il più possibile la CGI (computer grafica), a favore di effetti speciali pratici, come aveva fatto George Lucas alle origini del fenomeno fantascientifico. Aspettando l’uscita dell’Episodio VII, è necessario analizzare l’intricato universo di Star Wars, partendo proprio dalle sue origini, per la precisione dal 1977. La pellicola Guerre stellari (Star Wars), rinominata nel 1999 Episodio IV: Una nuova speranza, segna l’inizio della saga destinata a cambiare completamente il genere fantascientifico, entrando nell’immaginario collettivo di fan, ma anche di addetti ai lavori, registi e sceneggiatori, che si ispireranno e citeranno la creazione di Lucas nei decenni successivi. La prima trilogia (Una nuova speranza, L’impero colpisce ancora, Il ritorno dello Jedi) rappresenta la classica lotta trabene male, distinguendo i cavalieri Jedi ed i malvagi Sith, i Ribelli e l’Impero dispotico dal quale vogliono liberarsi. Ma appare chiaro che non può esistere questa distinzione netta all’interno di ciascun individuo. Per questo la Forza, termine usato per indicare i poteri dei Jedi e dei Sith, non si limita ad essere una sorta di potenza magica che bisogna imparare a controllare, si tratta di pura volontà, di un potere che può essere sfruttato per scopi nobili o per scopi malvagi e la vera forza è quella che permette ai personaggi di fare la scelta giusta. La lotta del protagonista, Luke, è esterna, contro la tirannia dell’Impero, ma anche interna. Deve imparare a domare i suoi sentimenti, a comprendere ed accettare il proprio destino, accantonando il passato e le sue origini misteriose, nonostante le rivelazioni scioccanti riguardo i suoi genitori, in particolare, come tutti sanno, suo padre, il famigerato Darth Vader. Darth Vader, precedentemente chiamato Anakin Skywalker, è irretito dal potente imperatore Palpatine, che gli ha inculcato odio e rabbia, sentimenti cruciali nel passaggio al Lato Oscuro,  rendendolo un Sith. Il solo capace di far ritornare in vita Anakin è suo figlio Luke, quando appare chiaro che solo i due Skywalker insieme potranno mettere fine alla scia di distruzione e terrore lasciata dall’imperatore. Pur essendo gestita egregiamente, non sarebbe bastata la “storia principale” a rendere Star Wars un vero e proprio cult. La sua grande forza sta nella cura per ogni singolo dettaglio, dalla colonna sonora, elemento fondamentale, secondo Lucas, per proiettare la mente degli spettatori nel mondo, o meglio nei mondi, vista la varietà di ambientazioni e pianeti, creati dopo mesi di lavoro, fino ad arrivare alle astronavi, su tutte la mitica Millennium Falcon, senza dimenticare l’inquietante Morte Nera, arma di distruzione di Vader. Infine ci sono i personaggi secondari, tutti caratterizzati in modo diverso e tutti importanti nel percorso di crescita di Luke, come il comandante Han Solo, eterno giovane, ribelle e pieno di risorse, un vero amico, il maestro Yoda, simbolo di saggezza e di bontà, una fonte d’ispirazione e di conoscenza inesauribile, persino i robot, il logorroico C-3PO ed il fedele R2-D2, sono diventati simboli indiscutibili dell’intera saga. Star Wars non è un semplice brand, un marchio, un titolo dato ad un prodotto commerciale. Star Wars è e sarà sempre l’incarnazione della vera fantascienza.

Pubblicato su Ultimissime.eu

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