Questa, come potrete notare leggendo, non è una recensione, ma un articolo “promozionale”, scritto partendo dalle “intenzioni” del film e dalle parole del regista. Probabilmente arriverà la recensione quando sarà distribuito nelle sale, a settembre.

Nel nuovo film di Ivano De Matteo, regista de Gli equilibristi I nostri ragazzi, Margherita Buy è Anna, una donna in fuga dalla sua casa, a Roma, dal suo uomo, dalla violenza quotidiana subita da lei e dal figlio, Valerio (Andrea Pittorino), che trova nella città di Torino e, in particolare, nella figura di Carla (Valeria Golino), attrice e sua amica di vecchia data, un’ancora di salvezza, un punto di partenza per sperare in una nuova vita. Il film, nato da una coproduzione italo-francese tra Rodeo Drive e Barbary Films, con Rai Cinema, sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 22 settembre dalla Teodora Film. La vita possibile affronta un argomento molto attuale, quello della violenza subita da centinaia, migliaia di donne, donne che, spesso, vengono uccise dalla cieca follia e crudeltà di chi afferma di agire per amore, ma che in realtà non fa altro che soddisfare il suo sadico bisogno di dominare e di applicare la “legge dei pugni e degli schiaffi”, la legge della violenza. Ma il regista De Matteo si sofferma sulla forza di donne come Anna, una forza ben diversa da quella esercitata dal suo uomo, sulla sua speranza, sulla vita possibile, anche per chi ha dovuto sopportare indicibili orrori nella propria casa, affermando che “ribellarsi è non solo necessario, ma anche doveroso”, se si vuole evitare di finire tra le colonne di un giornale, in mezzo alle numerosissime notizie, apparentemente tutte uguali, che raccontano di “centinaia di corpi di donne che ogni anno cadono nelle nostre case, nelle nostre strade”. Per scappare da questo tragico destino, le donne vittime di violenza non possono permettersi di perdere la speranza, devono cercare appigli, come Anna, che ha deciso di scappare e che, partendo da un punto fermo, l’amica Carla, e dall’inaspettato aiuto del ristoratore francese Mathieu (Bruno Todeschini), ha provato, lentamente, a ricostruire la sua vita, incollando pezzo per pezzo tutti i cocci lasciati dal comportamento animalesco dell’uomo che “ha demolito l’amore con le sue mani”. La vita possibile è una pellicola dedicata alle donne, che vuole ribadire sul grande schermo il loro diritto alla vita.

Pubblicato su PugliaPress

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